Se chiedi in giro cos’è il mixaggio audio potresti ricevere risposte contrastanti.

C’è chi ti direbbe che è qualcosa di molto vicino ad una scienza esatta, rigorosa, ti serve la giusta DAW, i migliori plugin e tanto studio.

Il problema di questa concezione del mixaggio audio e della produzione musicale in generale è che sottovaluta molto l’elemento artistico.

Stiamo parlando di produzione musicale, è la MUSICA è un arte, in quanto tale ha un elemento di soggettività imprescindibile.

Questo non significa che non devi studiare, fare pratica con la DAW, ma al tempo stesso devi tenere in forma il tuo cervello facendo lavorare il alto creativo, istintivo. Molto spesso questo lato è trascurato a favore di quello tecnico.

Per questo oggi ti do 3 consigli su come migliorare il tuo mixaggio audio creativamente.

1. Mixare la tua musica lentamente ammazza la tua creatività

Questo è un consiglio che ho imparato da un altro youtuber e produttore musicale, House of Kush.

L’idea centrale è questa:

Se stai molto tempo su qualcosa inizierai a razionalizzare troppo e il tuo cervello “creativo” si spegnerà

Il fatto è che molto spesso fare produzione musicale richiede un’attenzione maniacale al dettaglio, perché devi notare tutti quei micro-passaggi che all’orecchio non allenato passano inosservati.

Tutto giusto. Il problema è che quando vai in modalità iper-analitica inizi a lavorare ore ed ore su di un singolo passaggio e perdi totalmente la visione d’insieme.

Non solo.

Perdi anche il senso di musicalità, una track, magari di chitarra, non ti sembra più un suono, ma piuttosto un pacchetto di rumori.

La soluzione?

Prima di tutto fai una pausa, stacca e fai riposare le orecchie. Poi fai l’opposti di quello che stavi facendo.

Obbligati a lavorare su ogni track per un massimo di 60 sec, imposta un timer. Finiti i sessanta secondi passa ad un’altra traccia e così via. Non è semplice, assolutamente, perché all’inizio ti sembrerà di non aver fatto abbastanza, di aver avuto poco tempo per il tuo mixaggio audio.

Ma vai avanti. Cerca di fare un’intera sessione di mixaggio in questo modo.

Ti accorgerai che il tuo approccio diventerà più creativo durante queste sessioni, il nostro cervello è così, quando è “messo in gabbia” ed è costretto a trovare soluzioni per uscirne diventa creativo in modo istintivo. 

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2. Non farti fregare dal tuo mix di riferimento!

Il secondo consiglio per il tuo mixaggio audio è un po’ più “tecnico”.

Probabilmente sai già cos’è un mix di riferimento, ma lo spiego comunque, male che vada ti sarai fatto un ripasso.

Cos’è un mix di riferimento?

é una canzone (già distribuita) mixata e masterizzata nello stesso stile/mood che vorresti per il pezzo che stai mixando

Il mix di riferimento deve essere in formato audio lossless (tipo WAV o FLAC).

In una sessione di mixaggio audio userai spesso il pezzo che hai scelto come riferimento per il tuo stile di mixaggio.

Questo perché in parole povere il pezzo e il produttore che l’ha mixato sono quello che tu vorresti arrivare a produrre/essere.

Quindi avere un mix di riferimento è un ottimo modo per imparare “copiando”, o meglio ispirandosi al lavoro professionale di produttori che hanno uno stile che ti piace.

Il grande problema è che se sei agli inizi sei facilmente INFLUENZABILE!

Il rischio è che il tuo mix, giorno dopo giorno diventi una sorta di clone storpio del tuo mix di riferimento, che ti piace talmente tanto da azzerare il tuo istinto cerativo e ti porta invece ad essere un produttore di cloni.

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Quindi?

Dovresti smettere di usare un mix di riferimento nel tuo processo di mixaggio audio?

No! Ma dovresti usarlo come un indicatore del mood di un pezzo. Frase vaga è vero.

Quello che ti voglio dire è che devi di tanto in tanto tornare al pezzo che hai scelto come riferimento e usarlo NON per mixare bassi e drum nello stesso identico modo, ma per capire se il mood, l’atmosfera, che crea quel pezzo è presente in modo simile anche nel tuo.

Questa è la cosa importante, non che le chitarre suonino uguale o che il kick attacchi nello stesso punto.

3. Mixa in mono! (ogni tanto)

Lo so, LO SO.

Se hai studiato un po’ di mixaggio audio avrai letto qua e là che è importante dare spazialità al tuo mix, posizionare nello spazio stereo i suoni per dargli un tocco più reale e naturale.

Tutto vero. Ma c’è un ma.

Se sei alle prime armi e inizi a darci dentro di brutto col mixaggio audio in stereo. Ma facci caso, quando poi passi all’ascolto in mondo, è tutto un gran casino. Pensavi di aver pannato tutto a meraviglia e invece hai fatto un gran casino.

Questo succede soprattutto con suoni in competizione tra loro. Ad esempio vocals e drum.

Quando mixi devi avere sempre in testa chi è il protagonista del pezzo in ogni momento, c’è l’assolo del cantante? Non è che il rullante può essere a cannone, sennò ti copre tutto, no?

Ecco, mixare in mono ogni tot durante una sessione di mixaggio audio ti aiuta a capire se sta facendo un buon lavoro e se stai dando il giusto ruolo ad ogni elemento della tua canzone multitraccia!

Nelle parti cruciali della canzone vai in mono e lavora piano piano col fader. 

Riprendiamo l’esempio del rullante e dell’assolo vocale. Tieni la voce costante e alza piano piano il rullante finché non sei sicuro che dia un bella ossatura, un bel rinforzo alla voce, MA senza mettersi in primo piano. L’unico modo per riuscirci è proprio quello di sperimentare col fader, tira giù e su finché non trovi il giusto livello.

Anche per oggi è tutto, vai subito a mettere in pratica questi 3 consigli e facci sapere come va. E se ti serve una mano col mix e mastering per un tuo pezzo, clicca qua sotto!

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Luca Oliveri

Mi chiamo Luca Oliveri, sono un Producer / Compositore.
Aiuto artisti, producer e musicisti a realizzare i propri progetti musicali, offrendo consulenze ed offrendo servizi di produzione musicale, mix e mastering audio.

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