Hai registrato le tue tracce e ora stai mixando il tuo pezzo, ottimo! In questa guida troverai 3 tecniche di mixaggio utilissime per rendere spaziosa la tua canzone, il tutto spiegato senza farti venire il latte alle ginocchia!

Lo stereo non è monofono!

Lo so, siete gente impaziente, volete il mixaggio perfetto e lo volete subito, ma ormai la nostra soglia di attenzione è più bassa del quoziente intellettivo di un supporter di Trump.

Ma prima di avventurarci nelle magie del Panning, del riverbero e del delay, sarà il caso di fare una breve spiegazioncina sulla stereofonia e l’immagine stereo. Sennò dopo non si capisce una sega, trust me.

3 tecniche di mixaggio per dare vita alla tua canzone [mini-guida]

Cos’è la stereofonia e che ci azzecca con le tecniche di mixaggio?

L’uomo discende dalla scimmia, è un fatto. Questo vuol dire che ci siamo evoluti in mezzo ad una foresta, dove per sopravvivere dovevamo distinguere tra una marea di suoni e colori quelli importanti per noi, perché mixare bene una playlist preistorica non è roba facile.

Provate voi a scolpite ogni traccia su un masso.

Per fortuna il mondo non è un posto monotono né monofonico (insert risata forzata), quindi questi suoni provengono da tantissime direzioni diverse. 

Ancora oggi funziona così, cerchi di leggere questa fichissima mini-guida (risata forzata n.2) ed ecco che lo smartphone alla destra del tuo portatile vibra e alle tue spalle senti la sigla di “Un posto al sole” che parte (lo sappiamo che te lo guardi, niente balle), sono tutte informazioni che ti aiutano a navigare lo spazio in cui vivi.

Per molto tempo nel campo della musica le cose non hanno funzionato così. Tutt’ora quando registri puoi scegliere se farlo in mono o in stereo. 

Cioè?

Quando si parla di monofonico, il suono è registrato in modo tale che quando lo ascoltiamo ci sembrerà provenire da un’unica sorgente, di solito di fronte a noi.

Pensala così,

immagina di stare di fronte un palco di teatro, tu sei seduto in prima fila, una registrazione monofonica piazzerà i suoni al centro del palco, di fronte a te. 

Una registrazione stereofonica simulerà il modo in cui suoni sono sentiti nel mondo reale, quindi alcuni saranno al centro del palco, altri a destra o a sinistra, più avanti o più indietro, sopra e sotto e così via. 

Avete presente quelle canzoni che giravano ad un certo punto, tipo “no vabbè, devi trooooppo sentirti sto pezzo, assurdo! Il suono ti gira intorno!”:

Detto in modo pratico, il suono mono fornisce un solo input ad un qualsiasi diffusore, anche se aveste due casse l’input sarebbe lo stesso. Il suono stereo invece fornisce differenti input, uno sinistro e uno destro ad esempio. 

Perché

è importante il suono stereo? Perché darà più vita ad una canzone, la farà sembrare qualcosa che nasce e vive quaggiù, nel mondo di noi comuni mortali, che ha una presenza nello spazio. Certo non basta per ottenere il mixaggio perfetto, ma sicuramente per mixare bene e dare qualità alla vostra musica.

E infatti il suono stereo ormai è diffusissimo, avete presente il Dolby Surround dei film? Ecco, quello è suono stereo.

Tecnica di mixaggio 1: il panning

Ok, bando agli indugi! Vediamo la prima tecnica. Il Panning è legato alla spazialità di una canzone. Ah! Sto dando per scontato che abbiate una DAW, in caso contrario date un’occhiata al nostro articolo con qualche consiglio per gli acquisti!

In sostanza il Panning è uno strumento per dare profondità alla vostra canzone ed evitare che i vari strumenti competano tra di loro, oltre a dare ad ognuno il suo spazio. Come farlo? Ma col Panning, ovviamente!

Chiamo in aiuto una parola inglese, “Stereo Field”, ovvero campo stereo, immaginatelo come lo spazio dove sono collocate le varie fonti sonore che sentirete nella canzone, eccovi un’immaginetta per rendere tutto facile facile:

3 tecniche di mixaggio per dare vita alla tua canzone [mini-guida]
Come distribuire i suoni nel campo stereo. Da https://www.uaudio.com/blog/studio-basics-mixing-stereo/

Considerate che a destra e a sinistra dell’ascoltatore ci saranno le due casse (di solito). Quando variamo l’intensità del segnale in una delle due casse “freghiamo” il nostro cervello e gli facciamo sentire il suono come se fosse distribuito in modo più o meno ampio all’interno del “campo stereo” (lo spazio immaginario dove sono collocate le fonti sonore della canzone).

Quando l’intensità del suono è pari in entrambe le casse, il suono sarà mono, perché ci sembrerà che provenga esattamente dal centro del campo stereo, e sarà anche incredibilmente noioso. 

Ecco perché tocca pannare ragazzi!

LCR

Una tecnica base di panning è quella di dividere il campo stereo in tre:

  • Left
  • Center
  • right

A questo punto distribuiremo i vari strumenti in queste tre posizioni. Ovviamente ci vuole criterio, un esempio:

I bassi e i vocals principali dovrebbero stare al centro (rivedetevi l’immagine sopra per altre dritte).

Tecnica di mixaggio 2: il riverbero

Sapete cos’è l’ecolocalizzazione? In parole povere i pipistrelli non vedono una sega, ma “urlano” onde sonore ad altissima frequenza (molto oltre lo spettro umano). Queste onde sbattono sugli oggetti attorno al pipistrello, tra cui gli insetti che mangia e gli rimbalzano addosso ritornando alle orecchie del simpatico ratto volante. Finita la lezione di biologia animale. 

Il riverbero è simile, un suono in una stanza rimbalza sulle pareti e quando ritorna alle nostre orecchie ci da informazioni sulla sua provenienza e sulla forma del luogo, quanto è ampio o alto. 

Modificando il riverbero delle vostre tracce potrete creare molti effetti interessanti.

Di solito la tua DAW ha diversi pre-set per il riverbero:

  • Stanza
  • Hall (Sala)
  • Camera (quella da musica da camera)
  • Spring
  • Plate

Gli ultimi due non sono legati a luoghi ma a strumenti, Spring è il riverbero della chitarra elettrica e Plate di un piano metallico.

In pratica, il riverbero simula uno spazio. O meglio, fa in modo che il suono sembri diffondersi in uno spazio di un certo tipo, una sala concerti, la cabina doccia, o la stanza di un adolescente incazzato. 

Scegliete con cura quale tipo di riverbero utilizzare, volete un suono intimo? Meglio simulare una stanza, dove sarete solo voi e la musica. 

O volete dare un tocco d’inquietudine? Allora meglio simulare un lungo corridoio dove i suoni andranno lentamente a perdersi nel nulla, dandoci quel bel senso di vuoto, che gioia!

Ad esempio, sentite Circles di Post Malone riverberata, provate a sentirla subito dopo l’originale, le sensazioni cambiano, no?

Tecnica di mixaggio 3: il Delay

Eccoci al terzo e ultimo effetto. Come gli altri due, il Delay (tradotto: ritardare, posporre) ci aiuterà a dare ampiezza alla nostra canzone e a renderla meno monotona e artificiale. 

Parliamo di una tecnica molto simile al reverb, ma con una differenza principale: quando parliamo di Delay parliamo di … eco! 

Avete presente quando da ragazzini vi meravigliavate di sentire le vostre parole ritornare indietro? 

Ecco, il delay ricrea col mixaggio quella sensazione (e anche altre), crea un’eco di qualsiasi suono vogliate all’interno della vostra canzone, in qualsiasi punto. 

Un buon modo di usarlo è nella fase di fade out del vostro pezzo, in modo da non far finire la canzone nel silenzio totale. 

Il principio vale in generale, a meno che non vogliate una canzone intimista, dai lunghi silenzi “perché il mondo riempia i vuoti della mia canzone, e del mio cuore” (immaginatela detta da un Ed Sheeran preso male). 

Il delay è forse l’effetto con cui si può giocare di più, perciò sperimentate a volontà e vedete cosa esce fuori, niente vi vieta di inserirlo all’inizio di una canzone, o applicarlo al suono delle pale di un elicottero (semicit.)

Altro esempio pratico, sentitevi i primi secondi di “Resonance” degli Home, vi rende nostalgici e neanche sapete perché, it’s mixing bitch:

Cosa fare dopo aver appreso le 3 tecniche di mixaggio micidiali per canzoni più reali?

Bene, ora potrete sbizzarrirvi e cercare di rendere più ampie e meno monofoniche le vostre canzoni. Ricordate: mixare bene e mixare tanto.

Se non vi trovate, o qualcosa non vi torna, o volete qualcuno che vi segua passo passo nel lungo e difficile cammino verso il mixaggio di una canzone, lavoriamoci insieme!

3 tecniche di mixaggio per dare vita alla tua canzone [mini-guida]

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Luca Oliveri

Mi chiamo Luca Oliveri, sono un Producer / Compositore.
Aiuto artisti, producer e musicisti a realizzare i propri progetti musicali, offrendo consulenze ed offrendo servizi di produzione musicale, mix e mastering audio.

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