Il mix e master di una canzone è un processo difficile, richiede una base tecnica ma anche una componente soggettiva, cioé un orecchio allenato, che sia in grado di cogliere le più sottili sfumature di una canzone. In parole povere quanto fate il mix e master di una canzone siete come dei sommelier del suono.

Per darvi un’aria professionale dite cose come: “questa traccia ha una nota di Cobain invecchiato e un sentore pungente di grunge”, poi tenete in mano una cassa e agitatela come un calice di vino per far uscire fuori le sfumature di macchia mediterranea con una spruzzata di Renato Zero.

ahahah…NO!

Nella guida di oggi andiamo a vedere 3 trucchi fondamentali per il mix e master di una canzone che nessuno vi dice. Sapete perché? Perchè sono degli sbatti da fare prima ancora di mettersi a registrare una canzone e voi volete tutto e subito.

Mix e Master: svolta number 1

Come detto sopra, oggi parliamo degli sbatti da accollarsi prima ancora di iniziare a registrare una canzone. Sono degli step fondamentali per tutti quelli che hanno un budget risicato e devono allestirsi un home studio con pochi spicci.

Molti pensano che la qualità di una canzone dipenda unicamente dalla qualità dell’hardware, degli strumenti e del mix e master. Giusto fino a un certo punto. Manca all’appello uno dei protagonisti: lo studio di registrazione.

Se parliamo di home studio, prima ancora di strimpellare la vostra chitarra o biascicare delle barre trap fatti come delle zucchine perché siete i nuovi Kurt Cobain o Lil Peep, dobbiamo organizzare la situazione. Come?

Rendendo la stanza, cantina, sgabuzzino, che funge da home studio di registrazione qualcosa di simile a uno studio professionale.

Impossibile? Non proprio.

Mix e Master 3 trucchi fondamentali

Pannelli fonoassorbenti for the win!

Avete presenti i pannelli che i vostri genitori mettevano nella vostra stanza per evitare di sentire le vostre lagne quando vi sequestravano la playstation? Ecco, oggi vi spieghiamo come usarli per migliorare la qualità del vostro mix e master.

Per capire il posizionamento dei pannelli dobbiamo prima considerare una banale verità, le pareti parallele sono tipo la kriptonite dell’acustica. Eppure, il budgeet è quello che è, quindi ci accontentiamo di una stanza, o una cantina. Daje de pareti parallele.

Guardatevi questo video dove viene spiegato in modo umanamente comprensibile come posizionare i pannelli:

 

Va da sé che non dovrete tappezzare la vostra stanza e farla diventare una camera anecoica! Come abbiamo spiegato in un altro articolo un suono a-direzionale risulta artificiale, sgradevole (per questo il suono stereo è importante).

Un po’ di pannelli posizionati strategicamente (come spiegato nel video sopra) renderanno il vostro home studio un posto decisamente più adatto a registrare suoni. Gli angoli sono i punti più bastardi, perché lì si va ad annidare lo sporco ostinato, ahah..no! Ma sono il punto in cui i bassi vanno a fare un gran casino che può richiedere ore di lavoro per essere sistemato, ma grazie a nonno Amazon possiamo trovare delle bass traps che ci aiuteranno.

Ah! Se pensate di dover registrare in luoghi diversi ma volete portarvi i pannelli non incollaterli direttamente alle pareti, ma montateli su dei supporti come dei pannelli di legno, sì esatto dei pannelli su dei pannelli, panellinception!

Con 4-5 pannelli ve la cavate e la qualità del suono vi ringrazierà, ma soprattutto vi ringrazieranno il mix e master che andrete a fare dopo, perché dovrete lavorare di meno grazie a dei suoni più puliti.

Ecco qua qualche consiglio per gli acquisti su dei buoni pannelli e delle bass traps utili alla vostra causa di mixaggio:

Mix e Master 3 trucchi fondamentali

Svolta number 2 per il mix e master che andrete a fare sulla vostra musica

La seconda svolta è di quelle che non vi aspettate.

Durante il mix e master di un pezzo dovete sempre domandarvi come si sentirà il pezzo in questione sui diversi tipi di casse che la gggente usa per ascoltare musica.

“Eeeh, ma và! Io faccio tutto per roba full hd megagalattica!”

E questa è una boiata, perché un pezzo che sia mixato e masterizzato bene si deve sentire allo stesso modo sulle casse della Panda 4X4 di zio Pino quanto sul super sound System che avete in camera (hahah battutona).

Questo ci porta al consiglio numero 2. Usate le casse scrause, quelle che di solito vi vengono vendute insieme ad un computer, sì quelle piccoline. In gergo sono dette Grotbox e le usa qualsiasi produttore musicale per essere sicuro di star facendo un buon lavoro (e anche per mixare alcune parti in mono).

Perché?

Beh, per il discorso fatto prima, se la canzone che state mixando regge anche in queste casse, state facendo un buon lavoro. Se spariscono alcuni suoni, è un problema, un pezzo masterizzato bene suonerà bene su qualsiasi dispositivo. Questo è un punto importante soprattutto nell’era della musica digitale.

Quindi, delle mini speaker sono un ottimo strumento per masterizzare, e anche se non devono essere il top di gamma, qui sotto trovate qualche consiglio per gli acquisti:

Svolta numero 3 per il mix e master

Mix e Master 3 trucchi fondamentali

Ed eccoci alla terza e ultima svolta. Rullo di tamburi…

L’orecchio umano! Tadaaan!

Ebbene sì, signori, potrete anche allestire un home studio pazzesco spendendo i big money, ma se non capite questo punto il vostro mix e master avrà sempre qualcosa che non va.

Nel senso dell’orecchio in termini anatomici! (leggetevi l’articoletto linkato se vi sentite in mood nerd).

L’orecchio umano è il più grande nemico del mix e master perché attua una serie di processi adattamenti al suono che vi porteranno dopo un tot di ascolti dello stesso pezzo o di un singolo suono a non essere più in grado di scovare stonature.

In pratica il vostro orecchio è geneticamente programmato per compensare le disarmonie che sente e armonizzarle. Vi sarà capitato di suonare un tamburo o cantare al karaoke e pensare “mazza, non facevo così schifo, apperò! Mo vado a Sanremo!” e nel mentre le facce di chi vi ascoltava era un mix (e master haha) tra disgusto e pura sofferenza.

Non è colpa vostra tranquilli, ma del nostro sistema uditivo.

Se però mixare musica è il vostro lavoro o comunque ci dedicate un bel po’ di tempo questo è un problema grosso.

Come risolverlo?

  1. cambiate il monitor (la cassa) da cui state ascoltando il pezzo, se avete seguito il nostro consiglio numero 2 e avete delle mini speaker, bene! Alternate il suono da un tipo di speaker all’altra in modo da sballare il sistema di compensazione dell’orecchio umano e bilanciare il vostro mix e master
  2. Alzatevi e andatevi a mangiare un panino, portare fuori il cane, fate na passeggiata. Quello che vi pare, ma smollate la musica per un buon quarto d’ora. Sembra banale ma è un modo efficace per “azzerare” la compensazione armonica messa in atto dal nostro orecchio.

Che mondo sarebbe senza mix e master

Ok, vi abbiamo dato 3 ottime dritte per migliorare sia il vostro mix che il vostro mastering.

Detto questo, mixare musica richiede tempo e tecnica, e spesso ci vuole qualcuno che vi guidi in questo processo senza insegnare le cose come un professore del liceo.

Quindi contattateci per lezioni di mixaggio, o anche per farvi aiutare su una singola traccia

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Luca Oliveri

Mi chiamo Luca Oliveri, sono un Producer / Compositore.
Aiuto artisti, producer e musicisti a realizzare i propri progetti musicali, offrendo consulenze ed offrendo servizi di produzione musicale, mix e mastering audio.

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