Nel nostro articolo su come entrare nelle playlist di Spotify ti abbiamo parlato di una playlist molto interessante, Spotify Fresh Finds.

Una playlist fatta apposta per gli artisti emergenti e un’ottima rampa di lancio soprattutto per musicisti che non fanno musica mainstream.

Com’è nato Fresh Finds?

L’idea fondante di Fresh finds è quella di scovare artisti indipendenti e portarli al pubblico sempre più numeroso di Spotify.

Quindi, non troverai Sfera Ebbasta su questa playlist, perché il criterio numero uno per essere incluso è quello di non essere sotto contratto con una grande label o in caso contrario in una casa discografica indie, e qui con indie non si intende il genere ma piuttosto l’essere “independent” dalle grandi major musicali.

Altro punto importante, Fresh Finds si concentra su musica nuova, o meglio, FRESCA! Quindi gli editor di Spotify al momento di aggiornare Fresh Finds (il che succede ogni settimana) danno un’occhiata a tutta la musica uscita la settimana prima… e qualcosina in più.

Tempo di passare al prossimo step!

Come funziona Fresh Finds?

Sempre nel nostro iper-mega-utile articolo come entrare nelle playlist di Spotify, ti avevamo parlato di due generi di playlist, quelle editoriali e quelle algoritmiche.

Le prime sono curate personalmente dagli editor di Spotify, quindi da esseri umani in carne e ossa, mentre le seconde sono generate automaticamente da algoritmi addestrati da Spotify per creare playlist piacevoli e in grado di assecondare i gusti dell’ascoltatore, in base a parametri come i suoi ascolti precedenti e i suoi likes.

Fresh Finds è una playlist ibrida, nel senso che l’avvio alla playlist lo dà l’algoritmo, che seleziona un migliaio di canzoni da altre playlist, che siano nuove, di artisti emergenti e indie e che abbiano ricevuto un bel po’ di likes e stream.

La seconda parte è invece gestita dagli editor che oltre a selezionare le canzoni selezionate dall’algoritmo setacciano il web in cerca di blog musicali e profili personali di musicisti per trovare delle gemme nascoste. 

Tra le canzoni che gli editor prendono in considerazione per Spotify Fresh Finds ci sono anche quelle inviate mandando un pitch a Spotify.

Dopodiché gli editor decidono in quale delle sotto playlist inserire la canzone selezionata:

Ecco cosa dice uno degli editor:

“Quello che accomuna tutti questi artisti è che sono indipendenti. Fresh Finds è stata creata per uno scopo preciso: accendere i riflettori su artisti emergenti e indipendenti che mostrano segnali promettenti di engagement sulla piattaforma.”

La playlist principale di Fresh Finds è rinnovata completamente ogni settimana.

fresh finds

I tastemakers

Chi sono? Sono l’elemento mancante per la creazione della playlist Fresh Finds. Anche tu sei un tastemaker di Spotify senza saperlo.

In poche parole, l’algoritmo di Spotify tiene traccia (in modo anonimo) delle abitudini di ascolto di tutti i suoi utenti, e unisce queste abitudini per ricavare dei trend, delle tendenze musicali, nel momento stesso in cui emergono.

Qual è lo scopo di Spotify Fresh Finds e cosa ci aspetta in futuro?

La playlist Fresh Finds è un tentativo da parte di Spotify di eliminare il Middle-man, l’uomo di mezzo. In che senso?

La piattaforma svedese e le etichette discografiche non sono necessariamente in competizione, anzi, fin’ora hanno convissuto tranquillamente. 

Ma è ormai piuttosto chiaro che Spotify si sta evolvendo in qualcosa che va ben oltre la piattaforma di streaming musicale. 

Grazie ad un team di editor che non ha paragoni nel mondo musicale – perché dai parliamoci chiaro, le playlist delle altre piattaforme non allacciano manco le scarpe a quelle di Spotify- Spotify sta cercando di diventare anche produttore, distributore e anche scout musicale.

In poche parole sta diventando una sorta di transformer che fa un po’ di tutto. Senza contare che un artista privo di etichetta può caricare la sua musica su Spotify senza che nessuna etichetta debba aiutarlo nel processo (se ha mixato e masterizzato bene la sua musica! Magari con Mixemaster, :occhiolino creepy: :occhiolino creepy:).

Da quel punto ci pensano le playlist ad aumentare la distribuzione dell’artista, che ormai riesce molto spesso ad organizzare i suoi eventi da solo.

Ovvio, i pezzi grossi avranno sempre bisogno di una major che organizzi l’enorme lavoro di organizzazione richiesto da un esigente pubblico di milioni di persone.

Ma parliamoci chiaro, se sei un musicista emergente, indipendente o mediamente affermato, non hai quasi più bisogno di un’etichetta se sai muoverti nel mondo digitale. Ed è a questo target che Spotify punta con Fresh Finds, e lo fa ancora di più dopo aver create un programma vero e proprio di promozione e pubblicazione di un singolo per artisti selezionati tra quelli già selezionati per comparire nella playlist Fresh Finds.

fresh finds

Gli artisti selezionati per questo programma parteciperanno ad una serie di attività che raffineranno le loro conoscenze e abilità di musicisti dell’era digitale, per un totale di 6-8 settimane di workshop, sessione di coaching one-on-one, e una masterclass per imparare a usare i tool di marketing di Spotify come Marquee e le Canvas.

In più, viene data la possibilità di collaborare con produttori musicali e songwriter di Noteable, la sezione di songwriting e produzione musicale di Spotify.

Alla fine di questo percorso e come ciliegina sulla torta l’artista pubblica un singolo (Spotify Singles Track).

Ogni step del processo creativo sarà documentata e condivisa sui social di Spotify, quindi un’enorme cassa di risonanza per gli artisti emergenti che sono selezionati per il programma.

Come si fa ad essere inclusi nel programma?

“Per selezionare questi artisti, abbiamo utilizzato un processo di decision-making che combina i dati e la decisione editoriale, i nostri team Editorial, Artist & Label Partnership hanno selezionato gli artisti che hanno sviluppato un certo seguito sia su Spotify che fuori. Alla fine dei conti, non abbiamo formalizzato dei criteri di selezione perché è impossibile definire il concetto di “artista emergente”, e fare carriera può voler dire cose diverse per diversi artisti. Il nostro istinto si basa su ciò che pensiamo sia l’inizio di una bellissima carriera.”

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Luca Oliveri

Mi chiamo Luca Oliveri, sono un Producer / Compositore.
Aiuto artisti, producer e musicisti a realizzare i propri progetti musicali, offrendo consulenze ed offrendo servizi di produzione musicale, mix e mastering audio.

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